Prevenzione uro-andrologica

Ricorda che basta meno di un’ora del tuo tempo, ogni anno, per salvaguardare la salute del tuo apparato urinario, sessuale e riproduttivo !

E’ statisticamente provato che gli uomini rispetto alle donne vanno meno dal medico e si preoccupano meno della propria salute. La prevenzione è per la maggior parte di loro ignorata e la malattia è molte volte una sorta di tabù.

E’ quindi importante, per gli uomini, prendersi cura di sé stessi, come primo passo per la prevenzione.

È ormai noto a tutti che una serie di buone abitudini, quali non fumare, moderare il consumo di alcol, mangiare meglio e mangiare meno, muoversi di più, aiuteranno a restare sani e giovani più a lungo.

Ma oltre alle sane abitudini e alle corrette informazioni, servono però i controlli medici.

Una visita specialistica uro-andrologica già in età puberale (16-18 anni) e poi i successivi controlli regolari in età adulta potranno aiutare a prendersi cura della propria salute e a preservare la funzionalità degli organi riproduttivi oltre ad individuare e curare in modo adeguato tutta una serie di problematiche che potrebbero presentarsi nel tempo.

L’andrologia è la branca specialistica della medicina che focalizza i propri studi sulla salute maschile, con particolare riferimento alle disfunzioni dell’apparato riproduttore e urogenitale. L’Andrologia si pone come scienza multidisciplinare, in cui si intrecciano conoscenze in campo urologico, endocrinologico, dermatologico, sessuologico.

Dall’Andrologo, che potrebbe essere identificato come il ginecologo dell’uomo, ci si può rivolgere non solo per problematiche specifiche quali disfunzioni sessuali ed infertilità, ma anche e soprattutto, per essere aiutato a fare prevenzione, migliorando il proprio stile di vita e correggendo errori comportamentali che quotidianamente si tende a compiere, che possono minare la propria salute sessuale.

Tutto questo è importante a qualsiasi età, ma soprattutto in quella adolescenziale e dello sviluppo, lì dove spesso si manifestano una serie di problemi che, da un punto di vista sessuale e riproduttivo, potrebbero segnare in maniera indelebile il futuro stato di salute dell’individuo.

Una visita è sempre utile, soprattutto quando non si hanno problemi acuti da un punto di vista uro-genitale, per prevenire eventuali situazioni che con il tempo potrebbero evolvere in malattie qualora non adeguatamente diagnosticate ed inquadrate nel momento opportuno.

In passato, in Italia, esisteva un filtro che era la visita di leva obbligatoria che, seppur con le sue comprensibili limitazioni, riusciva a “mettere allo scoperto”, intorno ai 17-18 anni, tutta una serie di problemi e patologie andrologiche altrimenti non diagnosticate.

Attualmente anche questo filtro non esiste più in quanto tale visita è stata sospesa.

Giusto per avere una idea è il caso di riportare che il 25,3 % dei maschi al momento della visita di leva presentava patologie flogistiche a carico dell’apparato genitale, il 48,3 % era portatore di patologie a rischio per sub-fertilità e l’11, 2 % era portatore di patologie a rischio per neoplasie.

I dati della letteratura scientifica evidenziano che il 30-40% dei giovani maschi di età compresa tra i 16 e i 18 anni presentano una patologia andrologica.

Quelle più frequenti sono il varicocele (dilatazione delle vene del testicolo), la fimosi (restringimento del prepuzio), l’idrocele (raccolta di liquido nel testicolo), l’ipospadia (apertura del meato uretrale esterno in sede anomala), il tumore del testicolo.

È noto, tra l’altro, come non vi sia sufficiente sensibilità e informazione sulle patologie andrologiche e come non si sappia ancora abbastanza sui rischi legati a cattive abitudini ed esposizioni a fattori di rischio noti (fumo di sigarette, abuso di sostanze anabolizzanti e/o droghe, malattie sessualmente trasmesse) e meno noti (rischio ambientale).

Gli uomini molto spesso rifiutano la visita dall’urologo o andrologo (al contrario delle donne che con la prima mestruazione iniziano ad affidarsi allo specialista ginecologo e seguono regolarmente i controlli previsti) un po’ per un retaggio culturale italiano, un po’ la vergogna di ammettere che si hanno dei problemi in una sfera considerata “sensibile”, unita al fatto di non sapere che oggi le problematiche di pertinenza andrologica, se adeguatamente affrontate, possono essere risolte in un’alta percentuale di casi.

Non esiste una età specifica. Nel corso della vita maschile possono senz’altro essere individuati dei momenti “più delicati” che potrebbero richiedere una valutazione andrologica.

In epoca puberale, intorno ai 16-18 anni, si dovrà verificare che non ci siano alterazioni nello sviluppo sessuale ed identificare quanto più precocemente possibile un eventuale varicocele od altre situazioni che potrebbero compromettere la fertilità futura del soggetto, si controlla il regolare sviluppo degli organi sessuali maschili, si accerta la presenza di eventuali tumori (questa visita è molto importante soprattutto dopo l’abolizione della leva obbligatoria).

In età adulta, intorno ai 30 anni, l’attenzione sarà posta principalmente sulle malattie infiammatorie e/o trasmissibili che presentano un’acme proprio in questa epoca della vita maschile;

In età più avanzata, dai 45-50 anni in poi, l’attenzione sarà volta principalmente alla valutazione e prevenzione delle malattie della prostata. In questa fascia d’età la prevenzione andrologica si abbina a quella urologica per prevenire il carcinoma prostatico che nel mondo occidentale rappresenta il tumore più diffuso tra gli uomini e che ai suoi esordi risulta del tutto asintomatico.

E’ bene sottolineare che la soglia di prevenzione scende fino a 40 anni per chi ha una familiarità con questo tipo di patologia.

Importante è la valutazione precoce del PSA (Antigene Prostatico Specifico) quale indice predittivo, secondo alcuni studi scientifici, della possibilità di ammalarsi in futuro di tumore alla prostata.

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Francesco Gaeta - miodottore.it

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